Miele
Dolce, aromatico, grezzo o cristallino, aggiunto al latte caldo come rimedio per i piccoli malanni di stagione, da sempre il miele costituisce un elemento essenziale della nostra alimentazione.
I documenti più antichi nei quali si parla di miele sono datati 1921 e la prima raffigurazione di un uomo che osserva le api pordurre il miele risale a 7000 anni prima di Cristo. Il più antico studio sulle api di cui si ha conoscenza fu effettuato da Aristotele, il grande filosofo, che lo utilizzò per scrivere il trattato "Storia naturale degli animali”.
Nel corso dei secoli il miele è stato considerato uno degli alimenti più preziosi, utilizzato in alcuni casi addirittura come una medicina. Menzionato nella Bibbia, nel Corano e nel Talmud, ed era assai apprezzato da Romani, Egizi e Greci, per i quali il miele rappresentava il “nettare degli dei”. Proprio dai Greci ci arrivano moltissime notizie sull’arte di allevare la api, raffinata e perfezionata in seguito in Magna Grecia. Anche per i Romani il miele era oggetto di altissima considerazione, al punto da sentire l’esigenza di importarlo da Creta, Cipro, Spagna e Malta. Pare che quest’ultima debba al miele l’origine del proprio nome che in origine era “Meilat”, che significa proprio “Terra del Miele”.
La leggenda narra del mito di Aristeo, figlio di Apollo e di Cirene, innamorato della bella ninfa Euridice, la quale, sorpresa dal giovane pastore fugge in un bosco, dove viene morsa da un serpente è muore. Per vendicare la morte, le ninfe della dea Maia fanno perire tutte le api di Aristeo.Infelice e smarrito il giovane chiede consiglio al dio Protèo, che gli suggerisce di sacrificare un torello, dalla cui interiora, dopo alcuni giorni, uscirà uno sciami di api.
Per molti anni il miele era l’unico dolcificante disponibile, utilizzato come conservante alimentare, per la preparazione di numerosissime e famosissime salse agrodolci, per i dolci.
Le api producono il miele partendo dal nettare dei fiori o dalle secrezioni di parti vive di piante, che esse raccolgono, trasformano, combinano con sostanze proprie e depongono nei loro favi. All’interno dell’alveare avvengono numerosi scambi da un’ape all’altra, , che consentono una graduale maturazione ed arricchimento di enzimi che derivano dalle secrezioni ghiandolari delle api stesse.
I componenti principali del miele sono il fruttosio, il glucosio, l’acqua, altri zuccheri e sostanze diverse, tra cui acidi organici, sali minerali, enzimi, aromi e molte altre. Il miele è un alimento di elevato valore nutritivo, facilmente assimilabile. Il glucosio fornisce energia di immediato utilizzo, il fruttosio viene metabolizzato a livello epatico e costituisce una riserva energetica. Cento grammi di miele forniscono 320 calorie ed un potere dolcificante elevato.
Il glucosio entra direttamente in circolo e ci fornisce energia in modo immediato, mentre il fruttosio è consumato più lentamente garantendo un apporto energetico diluito nel tempo.
Ecco perchè viene consigliato nell’alimentazione dello sportivo, nell’alimentazione geriatrica e nella dieta dell’età scolare. Non deve fuorviare la tendenza di molti padiatri a sconsigliare il consumo di miele per i bambini al di sotto di un anno di età, in quanto la perplessità deriva solo da un’eventuale inappropriata conservazione in barattolo.
Il miele appena estratto possiede un'elevata gamma di fragranze ma tali peculiarità tendono a modificarsi nel tempo per l’effetto di alcuni processi chimici accelerati dalla temperatura di conservazione.
La legge italiana regola le metodologie di trattamento del miele, limitandone i trattamenti consentiti a:
• Estrazione dai favi per forza centrifuga
• Decantazione
• Filtraggio
• Cristallizzazione guidata
La cristallizzazione dipende dalla quantità di zuccheri, soprattutto glucosio, contenuta nel miele. Essendo una soluzione sovrassatura, il tempo necessario varia in maniera inversamente proporzionale alla concentrazione degli zuccheri: da poche settimane, o addirittura nei favi dell'alveare, per il miele di colza, tarassaco o edera che sono molto ricchi di glucosio, finanche a superare un anno per il miele d'acacia, di melata e di castagno, ricchi di fruttosio.
I trattamenti termici, utilizzati per mantenere il miele allo stato liquido, privano il miele di molti principi nutritivi. È quindi preferibile l'utilizzo di miele cristallizzato o cremoso al di fuori del periodo di produzione Dal 1988 in Italia esiste un Osservatorio Nazionale della Produzione e del Mercato del Miele, un organismo nazionale di supporto nel settore apistico che associa Istituzioni pubbliche ed Organizzazioni apistiche a livello nazionale e locale.
Le attività dell’Osservatorio sono finalizzate a promuovere azioni per il monitoraggio e il miglioramento della qualità dei mieli (ogni anno vengono esaminati oltre 600 campioni di mieli italiani). Tale attività ha consentito di realizzare, in collaborazione con altri organismi specializzati, un'azione pluriennale di caratterizzazione di mieli di alta qualità e tipicità, anche per l'utilizzazione di strumenti comunitari di valorizzazione e tutela (DOP, IGP, STG).
Le varietà di miele prodotto in Italia sono:
Millefiori (senza un ingrediente prevalente)
Miele di acacia (Robinia pseudoacacia)
Miele di agrumi
Miele di ailanto
Miele di carrubo (Ceratonia siliqua)
Miele di castagno (Castanea sativa)
Miele di corbezzolo (Arbutus unedo)
Miele di edera
Miele di erica (Erica spp.)
Miele di eucalipto
Miele di colza (Brassica napus)
Miele di girasole
Miele di lavanda
Miele di leguminose:
Trifoglio
Erba medica
Ginestrino
Meliloto
Sulla
Miele di melata:
Miele di melata d'abete
Miele di melata di Metcalfa pruinosa, un rincoto omottero di origine americana
Miele di melata di nocciolo
Miele di melo
Miele di rododendro
Miele di tarassaco
Miele di tiglio
Miele di timo
Miele di cardo
Miele di asfodelo
Miele di zagara
Miele di bergamotto
Miele di rosmarino.
